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Fotografare l'architettura, La città nuova di Tresigallo

A 20 km da Ferrara esiste un luogo sospeso tra sogno e realtà, dove si respira un’atmosfera rarefatta e straniante come in un quadro di De Chirico. Camminare per le via di Tresigallo richiama subito alla mente opere del celebre pittore metafisico come Piazza Italia, Mistero e malinconia di una strada o La torre rossa. Inserita nel prestigioso circuito delle Città d’Arte perché considerata raro esempio, ben conservato, di architettura razionalista Italiana è stata ribattezzata Città del 900 o Città Metafisica.

Città utopica e ideale trasformata negli anni Trenta grazie a Edmondo Rossoni, tresigallese di nascita (1884) che viene nominato Ministro dell’Agricoltura e Foreste nel 1935. Sono questi gli anni in cui vengono costruite le prime città nuove o altrimenti dette, di fondazione, volute dal Duce.

Tra il 1933 e il 1939, Rossoni dà un nuovo assetto urbano, industriale e architettonico al paese. L’idea era quella di realizzare una relazione solida tra gli abitanti e il territorio per creare una viva collaborazione tra lavoratore e datore di lavoro, con obiettivi finalizzati a creare nuove risorse e opportunità, nuovo sviluppo, maggiore ricchezza e benessere per la gente.

Con l’ingegner Carlo Frighi, altro tresigallese di nascita, tracciò le linee organizzative urbanistiche e nel 1935 arrivarono le prime strade, i primi stabilimenti industriali e si sperimentarono innovative tecniche di costruzione.

In poco tempo vennero costruiti il Loggiato della Chiesa, la Casa del Fascio (ora caserma dei carabinieri) e la maestosa piazza della Rivoluzione a forma di “D”, con al centro un’elegante fontana arricchita da quattro sculture bronzee che rappresentano quattro gazzelle protese nell’intento d’abbeverarsi; e poi l’Ospedale (la cosiddetta Colonia Post-Sanatoriale) per la cura della tisi, la monumentale entrata del Campo Sportivo, realizzato in marmo travertino e soprattutto una grande dotazione di servizi pubblici.

Il disegno finale, dal punto di vista urbanistico ed architettonico, non è il risultato ben riuscito di un piano regolatore elaborato da prestigiosi architetti a seguito di un concorso indetto dal Regime. Per Tresigallo non è esistito alcun piano regolatore e tanto meno nessun bando di concorso per l’elaborazione di un progetto (a differenza della maggior parte delle “città nuove”, come Sabaudia, Aprilia, Pomezia, per le quali, l’Opera Nazionale Combattenti, committente dei lavori, bandì un concorso nazionale), né tanto meno la firma di un importante architetto (o un’équipe d’architetti).

Tresigallo nasce per volontà di Rossoni, dunque; non del fascismo. Per questo motivo sarà sempre emarginata dalla propaganda nazionale e dalle riviste specialistiche dell’epoca.

A Tresigallo, le nuove strutture razionaliste vengono realizzate a misura d’uomo, proprio perché la nuova cittadina venne pensata per “andar incontro” alle esigenze sociali, quelle della comunità. Ecco perché Tresigallo si differenzia quasi totalmente dalle altre città nuove: per la sua armoniosa complessità, per l’interessante visione sociale che stava a monte del progetto urbano.

Proprio la sua caratteristica struttura urbanistica chiusa, gli interessanti scorci prospettici e l’uso degli edifici come quinta scenica distribuiti in modo tale da non lasciare allo sguardo alcun punto di fuga, fanno di Tresigallo un soggetto interessante anche per chi si occupa di fotografia e intende misurarsi con le difficoltà del genere fotografico.

Mercoledì 14 Ottobre, la serata sarà interamente dedicata alla fotografia di architettura in vista dell’uscita fotografica di circolo che verrà organizzata entro la fine dell’anno proprio a Tresigallo.

Per approfondimenti sugli argomenti trattati vi invitiamo a consultare i seguenti link

Vi aspettiamo alle ore 21,00 presso la sede del circolo fotografico Il Palazzaccio in via Circonvallazione Vittorio Veneto, 21

S. Giovanni in Persiceto, BO.



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